NeroGiardini Sneaker P530910/ 707

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  • Materiale esterno: Pelle
  • Fodera: Pelle
  • Chiusura: lacci con cerniera
  • Altezza tacco: 2 cm
  • Tipo di tacco: Zeppa
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L'AGENZIA PER 
LO SVILUPPO

Il capezzolo è iperpigmentato e presenta una consistenza morbida ed elastica. Alla sua sommità, questo risulta di aspetto rugoso, per la presenza dei piccoli orifizi di sbocco dei  dotti galattofori . Quest'ultimi trasportano all'esterno il  latte prodotto dalla ghiandola mammaria .
Rispetto al piano cutaneo, il capezzolo è più o meno rilevato. Occasionalmente, questo può essere retratto sotto la superficie cutanea, ma, se stimolato, si estroflette verso l'alto e l'esterno. Quando rimane permanentemente introflesso, invece, si parla di  inversione del capezzolo ; tale condizione è anomala e va controllata dal punto di vista medico.

Sono stati accolti gli appelli del ministero dei Beni culturali contro le due sentenze del Tar del Lazio che avevano dato ragione al Campidoglio. Esulta Franceschini: «Fatta davvero giustizia»

di Redazione Online
Una foto del Colosseo (Ansa)
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Il Consiglio di Stato dà il via libera al parco archeologico del Colosseo e dice sì anche alla nomina anche di direttori stranieri del parco stesso. La Sesta sezione del Consiglio di Stato, con due sentenze pubblicate lunedì, ha accolto gli appelli del ministero dei Beni culturali contro le due sentenze del Tar Lazio che avevano accolto i ricorsi di Roma Capitale in relazione all’istituzione del Parco archeologico del Colosseo e alla nomina con selezione pubblica internazionale del suo direttore.

Le sentenze
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  • Nelle sentenze depositate il Consiglio di Stato si pronuncia su tre questioni: quella del necessario coinvolgimento di Roma Capitale nel processo decisionale; quella della fonte istitutiva; quella in merito al conferimento dell’incarico di direzione del Parco archeologico del Colosseo anche a cittadini non italiani. La prima riguarda la necessità di coinvolgere, per assicurare il principio di leale collaborazione, Roma Capitale nella fase di istituzione del Parco archeologico. I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che sia necessario distinguere la fase di organizzazione amministrativa da quella di esercizio delle funzioni di valorizzazione del patrimonio culturale. La prima fase, che viene in rilievo con la istituzione del Parco - poiché riguarda la creazione di uffici dirigenziali statali - rientra nell’esclusiva competenza legislativa dello Stato e amministrativa del dicastero. L’esigenza di assicurare il principio di leale collaborazione viene in rilievo nella seconda fase che è quella della gestione dei beni. La seconda questione affrontata dal Consiglio di Stato è relativa alla natura della fonte istitutiva del Parco. I giudici d’appello hanno ritenuto che la legge speciale di disciplina della materia autorizzasse il ministero ad adottare un decreto non regolamentare. La terza questione esaminata ha riguardato la possibilità che incarichi, nello specifico quello di direttore del Parco archeologico, possano essere attribuiti anche a cittadini non italiani. Secondo i giudici di Palazzo Spada, il diritto europeo e la giurisprudenza della Corte di Giustizia ammettono che sia consentita una riserva di posti a soli cittadini italiani, con deroga al principio generale di libera circolazione dei cittadini europei, ma questa riserva è possibile soltanto in relazione a posti che implicano l’esercizio, diretto o indiretto, di funzioni pubbliche, quali sono, in particolare, quelle nei settori delle «forze armate, polizia e altre forze dell’ordine pubblico, magistratura, amministrazione fiscale e diplomazia». Nel caso in esame, il Consiglio di Stato ha ritenuto che il direttore del Parco non è chiamato a svolgere tali funzioni, in quanto il bando di gara gli attribuisce compiti che attengono essenzialmente alla gestione economica e tecnica del Parco. E quindi si è ritenuta legittima - da parte del Consiglio di Stato - la previsione di una selezione pubblica internazionale.

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